
Tecnico del suono: accenni su Fonia
Ottobre 25, 2022
Esperti in Accademia: Gala e Bonazzi
Novembre 27, 2022Domenica 30 settembre, l’Accademia Aspasia di Lecce, sede dei master post-laurea della British School di Maglie, ha ospitato Il Dott. Alessandro Adamo, Consigliere d’Amministrazione delegato ai rapporti con Istituzioni, Figc e Leghe dell’U.S. Lecce, che ha tenuto una Lectio Magistralis sui diritti audiovisivi dello sport con gli allievi dei Master in Management dello Sport, diretto dall’avv. Giuseppe Ienuso.
Dopo i saluti delle Coordinatrici dei Master, dott.sse Elvira Vaglio e Simona D’Amanzo, e del Prof. Avv. Fernando Caracuta, titolare del modulo di insegnamento relativo ai rapporti di lavoro sportivi e dei contratti di sponsorizzazione, il Dott. Adamo ha relazionato sulla recente evoluzione del mercato dei diritti audiovisivi come fonte primaria di sostentamento delle società professionistiche di calcio.
Le proposte della Commissione della Lega
Il Dott. Adamo ha illustrato agli allievi le risultanze della recente assemblea della Commissione della Lega, deputata alla gestione dei diritti audiovisivi relativi agli eventi da essa organizzati, nella quale sono state evidenziate diverse proposte relative a nuove prospettive offerte dal mercato.
Infatti, in vista della prossima scadenza, fissata nel giugno 2024, dell’attuale contratto per la diffusione delle gare in diretta della serie A, ora affidata a DAZN, su proposta dello stesso broadcaster, è stata avanzata l’idea di proporre una sostanziale modifica della Legge Melandri in ordine alla durata del contratto per ampliare la durata fino a 5 anni, anche nell’ottica di consentire un più ampio margine di tempo finalizzato all’ammortamento degli investimenti tecnologici necessari per migliorare il prodotto televisivo. Nel frattempo, la Lega Calcio ha preso favorevolmente atto dell’interesse manifestato da altri broadcaster per l’acquisizione dei diritti audiovisivi relativi ai diversi “pacchetti” come Apple TV, Paramount +, Amazon, oltre allo storico competitor Sky.

Diritti audiovisivi e criteri di ripartizione tra le società
Il Dott. Adamo ha poi posto particolare attenzione nei confronti di ciò che è il criterio di ripartizione degli introiti dei diritti audiovisivi che, sebbene ispirato da intenzioni contestualmente premiali e mutualistiche, finisce fatalmente per creare forti differenze tra grandi e piccole società. Mentre il 50% delle somme è ripartito in parti uguali, il restante è frutto di minuziosi calcoli legati sia al radicamento sociale del sodalizio, sia ai risultati sportivi conseguiti. In termini concreti, tra le tre società che hanno incassato di più e quelle in coda a detta graduatoria, vi è una differenza pari a circa 60 milioni di euro.
Queste considerazioni, comunque, vanno di pari passo con l’appeal generato dalla massima competizione calcistica italiana in confronto agli altri campionati delle nazioni europee. Se fino agli anni Novanta la serie A incassava una somma molto vicina a quella della Premiere League inglese e di gran lunga superiore alla Liga spagnola, la Bundesliga tedesca e la League 1 francese, ora il divario è diventato incolmabile, in quanto la Premier, tra mercato domestico ed estero viaggia ben oltre i 4 miliardi di euro mentre la Serie A fatica a raggiungere il miliardo, superata ampiamente da Liga e Bundesliga.
Calo di interesse: possibili cause
Passando alle possibili cause di questo calo di interesse nei confronti del nostro massimo campionato, ci sono varie motivazioni. Innanzitutto, i problemi relativi alla governance dell’organo di autogoverno delle società professionistiche, sovente connotato da forte litigiosità e miopia nella programmazione e negli investimenti. Il mancato ingresso dei fondi di private equity ha costituito un’occasione persa per generare forte liquidità, quantificata in circa sette miliardi di euro, da mettere a disposizione delle società, a fronte della cessione di una quota significativa della rappresentatività in Lega.
In secondo luogo, il fenomeno della pirateria e della violazione dei diritti d’autore, un fenomeno con un’incidenza in termini economici quantificata in circa 800 milioni di euro all’anno.

Infine, la mancanza di una politica che favorisca la realizzazione degli stadi nuovi di proprietà delle società; al netto dei pochi positivi esempi, come quelli della Juve, dell’Udinese, del Sassuolo e dell’Atalanta, la proverbiale burocrazia elefantiaca italiana scoraggia i potenziali investitori e rende tortuosa una nuova stagione per lo sport italiano in generale. Il pensiero non può non andare ai progetti abbandonati del nuovo stadio della Roma ed il complesso iter relativo alla realizzazione del nuovo stadio di Milano. In questo senso, l’augurio che l’assegnazione all’Italia dell’organizzazione degli Europei 2032, con l’approvazione della legge costituzionale per l’inserimento dello sport tra i principi costituzionalmente garantiti, favorisca una ripresa della politica sull’impiantistica sportiva.
In fondo, l’ingresso in Italia di numerosi investitori stranieri, soprattutto nordamericani, alimenta l’idea che il nostro calcio, goda pur sempre di un discreto appeal. Calzante il paragone ad un “gigante dormiente” che prima o poi, stimolato a dovere, si risveglierà dal suo atavico torpore.
Competitività ed investimenti: l’esempio virtuoso dell’US Lecce
Non poteva mancare un accenno significativo sull’attuale momento sportivo dell’US Lecce che siede con dignità ed orgoglio nel salotto buono del calcio; il dott. Adamo ha fatto un excursus delle vicende gestionali di questa società che ha affrontato e brillantemente superato le sabbie mobili del calcio di terza serie. Ha avuto una crescita esponenziale in termini economici e sportivi, fino ad arrivare per due volte in serie A grazie al supporto di una dirigenza ambiziosa ed oculata. Questo grazie alla capacità di far fruttare le proprie risorse in termini di resa del proprio patrimonio manageriale sportivo e tecnico, redigendo programmi di ampia visione profonda nel tempo.
Al termine dell’incontro vi è stato lo spazio per le numerose domande degli allievi che si sono dimostrati particolarmente interessati ed entusiasti dell’incontro.
Scopri il master in Management dello Sport
A cura del Coordinatore Scientifico Dott. Giuseppe Ienuso



